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Al Summit WFO, le buone pratiche per la diffusione mondiale dell’eolico offshore (II)

Si è tenuta la settimana scorsa a Barcellona la due giorni del World Forum Offshore Wind, dal tema “Advancing Offshore Wind Worldwide(Promozione dell’eolico offshore in tutto il mondo). Via col Vento, presente e accreditato, vi racconta come è andata (seconda parte)

Con oltre 200 partecipanti e oltre 40 oratori, da oltre 30 diversi Paesi da tutto il mondo, si è tenuto il secondo Global Summit dell’organizzazione mondiale dell’eolico offshore, il WFO. Spiace sottolineare che per l’Italia erano registrati e accreditati solo Marzia Mangoni, Dynamic Cable Systems Product Manager di Prysmian Group, che d’altra parte è operatore mondiale della filiera delle rinnovabili, e chi vi scrive, con Via col Vento.

La seconda giornata, aperta da Steward Broadley, amministratore delegato di Energy Industries Council, ha ospitato le ultime tre sessioni del Global Summit di Barcellona.

Catena di fornitura dell’eolico offshore

La terza sessione, moderata da Steward Broadley, è stata sul tema della “Supply chain dell’eolico offshore“.

Nelle presentazioni individuali, si sono avvicendati Kate Harvey (direttrice generale di G+ Global Offshore Wind), intervenuta su salute e sicurezza nell’industria dell’eolico offshore. Ha focalizzato sull’importanza di sbloccare “il potere dei dati”, sui Regolamenti per salvare la vita nell’industria dell’eolico offshore e sulla decarbonizzazione della flotta offshore; Christian Knütel (partner di Hogan Lovells), intervenuto sulla contrattualistica nell’eolico offshore, sugli standard, sui diversi modelli esistenti, sul “nuovo normale” e sulla bancabilità. Vincent Dehullu (direttore sviluppo internazionale di eBo Enterprises), intervenuto sullo sfruttamento dell’energia eolica offshore attraverso la digitalizzazione e la cybersecurity, parlando dell’ecosistema dell’offshore, delle sfide nello sviluppo dei progetti eolici offshore e di sicurezza digitale; Jakub Seehafer (direttore sviluppo di JBO-Jörss Blunck Ordemann) ha illustrato le tendenze sulle fondazioni monopalo nel decennio fino al 2034, soffermandosi su dimensioni e peso (anche attesi) e sul confronto tra domanda e capacità future.

Il gruppo di discussione della terza sessione: Broadley, Capano, Grainger, Moreira, Raventos

Il gruppo di discussione è stato alimentato da Immanuel Capano (Chief Commercial Officer di Saitec Offshore Technologies), Iain Grainger (amministratore delegato di IMCA International Marine Contractors Association), Tania Moreira (vice presidente senior, eolico offshore globale e Regno Unito di Masdar), Alex Raventos (amministratore delegato e cofondatore di X1 Wind) e moderato da Steward Broadley.
Questa sessione ha fornito linee guida fondamentali su come il settore dovrebbe affrontare in modo collaborativo le sfide critiche della catena di approvvigionamento dell’eolico offshore. Nella discussione è emerso che l’eolico offshore galleggiante (FLOW) si sta “uccidendo” dai paesi che hanno confrontato i business case dell’eolico offshore fisso e del FLOW; la necessità di prezzi dei Contratti per differenza (CFD) separati/più alti per il FLOW; I paesi con politiche stabili e catene di approvvigionamento offshore consolidate sono più facili da raggiungere per i grandi investitori, per evitare ritardi e rischi di avvio, come Masdar nel Regno Unito e in Germania. I progetti richiedono ancora troppo tempo nella fase di autorizzazione, più a lungo persino dei progetti oil & gas. La catena di approvvigionamento e gli investitori hanno un’ampia scelta su cui investire, motivo per cui l’eolico offshore (e il CC e l’H2) stanno riducendo la loro popolarità, rispetto a solare, nucleare, gas. La collaborazione tra governi, investitori e catena di fornitura è essenziale per far avanzare le decisioni finali di investimento (FID). Il FLOW rischia di crollare a causa dei continui ritardi, con quasi nessun progetto in fase FID. Impatto di Trump sugli Stati Uniti: Le aziende non investiranno più sulla base di promesse o pressioni, ma solo di ordini e FID, ma la maggior parte dei presenti non era ancora consapevole di quanto siano bassi i tassi di FID per l’eolico offshore. Le navi (installazioni offshore) continuano a essere quasi obsolete non appena vengono consegnate (passano 4-5 anni dalla progettazione alla consegna); i governi dovranno ridurre le richieste di contenuto locale per ridurre i costi di scale up per le nuove tecnologie, poiché gli alti costi di installazione locale per le nuove tecnologie sono enormi.

Innovazioni nell’eolico offshore

La quarta sessione, sul tema delle “Innovazioni nell’eolico offshore“, è stata moderata da Michael Morris (partner di Engagement Lab).

Adrià Miquel e gli eventi estremi

Nelle presentazioni individuali, si sono avvicendati Anna Rivera Jové (fondatrice e amministratrice delegata di Youwind Renewables) intervenuta sull’accelerazione dell’eolico offshore e sull’innovazione come fattore chiave per la diffusione dei parchi eolici: innovazione al servizio dei costi, le fasi che richiedono soluzioni digitali, bisogno delle innovazioni di validazioni scientifiche e accademiche. Helene Bøhler (amministratrice delegata di Vind AI), sulle chiavi per l’innovazione (trovare un bisogno critico dell’industria, l’industria lo sa meglio, diffondere il “verbo”). Guillaume Lechaton (capo eolico e nuove energie di Askelos) e Sergi Ametller (direttore eolico offshore di Sener) sulla ottimale progettazione dell’eolico offshore galleggiante attraverso la collaborazione, portando l’esempio del progetto DECIMAP, cofinanziato dall’Unione europea, con l’obiettivo di sviluppare una innovativa fondazione galleggiante (HiveWind), con un design modulare. Adrià Miquel (chief data scientist di Eolos), sull’andare oltre le misurazioni per l’eolico offshore con la scienza dei dati, focalizzando su: boa FLS200, valutazione della risorsa eolica, eventi estremi, caratterizzazione del profilo del vento, impatto e problema dell’intensità della turbolenza. Sara Xoubanova (direttrice generale Spagna di Browne & May Marine), su lezioni apprese e sfide di coesistenza tra eolico offshore e pesca commerciale.

Power Purchase Agreements (PPA)

Imre Vass e il market zoom sui PPA in Europa

Nella quinta e ultima sessione, sul tema degli accordi di fornitura energetica (PPA), nelle presentazioni individuali si sono avvicendati Clare McGregor (offshor wind advisor della Banca Mondiale), intervenuta sul “paesaggio” dei PPA nell’eolico offshore: comprensione dei PPA, tipi di PPA, stakeholders chiave nei PPA, Route-to-Market PPA, Corporate PPA (CPPA), alcuni esempi di PPA nell’eolico offshore, requisiti per CPPA only market e strumenti finanziari e regolatori per supportare PPA only market. Clément Weber (fondatore e direttore generale di Green Giraffe), intervenuto sui Corporate PPA nel finanziamento dell’eolico offshore: le diverse forme di PPA, allocazione del rischio tra produttore e acquirente dell’energia come importante driver dei prezzi dei PPA, possibili misure di mitigazione del rischio applicabile da struttura nei CPPA. Imre Vass (partner di Our New Energy), intervenuto su uno zoom di mercato dei PPA in Europa.

Il direttore generale del World Forum Offshore Wind, Gunnar Herzig, ha concluso la due giorni catalana, dando appuntamento alla successiva edizione del Global Summit 2026, che si terrà sempre a Barcellona, e al prossimo WFO APAC Summit 2025 che si terrà a Tokio il 2 e 3 luglio prossimi.

Leggi qui la prima parte del report sul WFO Gobal Summit 2025

Foto gallery 2:

Foto cover e centrali: Via col Vento; Foto gallery: WFO

Via col Vento

di energie rinnovabili, politiche climatiche e notizie