Gli investimenti energetici annuali devono aumentare del 30% rispetto ai livelli attuali per portare il mondo sulla strada dei 2 °C
Sono passati dieci anni e il mondo è ancora ben lontano dal raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nessuna grande economia è sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi e il tempo stringe. La guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente hanno sconvolto i mercati. Per Wood Mackenzie, come riporta una nota a margine della presentazione del suo rapporto “Energy transition outlook: 2025/26 update“, “il petrolio e il gas sono ancora necessari per soddisfare circa l’80% della crescente domanda energetica. La soglia di riscaldamento globale di 1,5 °C è sempre più irraggiungibile.”
Per la verità, la fonte mondiale forse più autorevole -l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA)– proprio la scorsa settimana ha pubblicato il suo rapporto World Energy Outlook 2025, secondo cui, nei tre scenari presi in considerazione, l’obiettivo di contenere le temperature medie globali in 1.5°C è superato, ma arrivando velocemente allo scenario Net Zero al 2050, le traiettorie di aumento delle temperature, rientrerebbero nel percorso del prima soglia dell’Accordo di Parigi. Inoltre, in tutti gli scenari, per IEA, le fonti rinnovabili sono quelle che si sviluppano pi ùvelocemente di tutte le altre.
Ma, aggiunge, la stessa Wood Mackenzie, “un percorso verso i 2 °C è ancora in vista se i livelli di investimento annuale aumenteranno del 30%, raggiungendo una media di 4,3 trilioni di dollari tra oggi e il 2060, in energia, reti, upstream, minerali critici e nuove tecnologie. Raggiungibile, ma solo con un allineamento globale per l’aumento degli investimenti, attualmente carente.”
“È tempo di trasformare l’ambizione in azione”, conclude la nota, “ciò che accadrà nel prossimo decennio sarà fondamentale se vogliamo raggiungere gli obiettivi di zero emissioni nette e tenere il passo con la crescente domanda di energia.”
Il rapporto di Wood Mackenzie è basato sugli scenari di transizione energetica della sua piattaforma Lens per presentare un’analisi integrata di 35 materie prime nel panorama energetico e delle risorse naturali, estesa quest’anno a una previsione per il 2060.
Principali tendenze evidenziate
Questi i principali punti evidenziati dal Rapporto Wood Mackenzie:
- La transizione energetica non può essere osservata in modo isolato, tutto è interconnesso;
- L’intelligenza artificiale sta mettendo a dura prova le reti elettriche globali, ma sta creando opportunità di investimento;
- Elettricità, dati e infrastrutture stanno rimodellando l’energia;
- I minerali critici sono il nuovo campo di battaglia strategico;
- I combustibili fossili sono ancora necessari;
- La CCUS e l’idrogeno sono fondamentali;
- Investimenti più lenti? Riscaldamento più rapido, costi più elevati;
- Mancanza di un allineamento unificato e globale per raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette;
- Riorganizzazione della leadership a basse emissioni di carbonio.
Grafico: Wood Mackenzie, Energy Transition Outlook 2025/26 update – L’importo dell’investimento è cumulativo tra il 2025 e il 2060. Le energie rinnovabili includono solare, eolica, geotermica, mareomotrice, nucleare, idroelettrica, bioenergia e idrogeno a basse emissioni di carbonio.






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