Il settore dell’energia eolica offshore si conferma in crescita record, con investimenti che hanno già superato i 39 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2025. L’industria guarda con fiducia al futuro, mentre i leader internazionali ribadiscono l’urgenza di accelerare lo sviluppo per raggiungere gli obiettivi climatici globali.
Durante il Global Offshore Wind Stocktake ospitato dal Global Wind Energy Council (GWEC) alla COP30, i rappresentanti di governi, industria e istituzioni chiave si sono riuniti per fare il punto sui progressi verso l’obiettivo di 380 GW di capacità installata entro il 2030 e i 2000 GW previsti per il 2050.
Ben Backwell, amministratore delegato di GWEC, ha aperto i lavori con una dichiarazione che ha catturato l’attenzione dei presenti: “L’eolico offshore è qui per restare, non possiamo dire lo stesso di alcuni dei leader politici che vediamo intorno a noi. L’eolico offshore resterà qui molto più a lungo.”
Crescita record e prospettive positive
Nonostante un “disallineamento tra dove siamo come settore e dove stiamo andando”, come ha sottolineato Backwell, i numeri parlano chiaro. Gli investimenti nell’energia eolica offshore hanno raggiunto 39 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2025, superando l’intero anno precedente. Nel corso dell’ultimo anno sono stati assegnati 55 GW in aste, mentre 45 GW sono attualmente in fase di costruzione.
“Questo sta avendo un impatto significativo sulle economie dei paesi“, ha aggiunto Backwell, evidenziando come il settore stia generando benefici concreti ben oltre la semplice produzione energetica.
Per stare dentro le soglie di Parigi, eolico offsore sarà parte della soluzione
Il Commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, ha ricordato l’essenzialità dell’eolico offshore per gli obiettivi climatici: “Non c’è modo di restare sotto 1,5 o anche solo 2 gradi di aumento della temperatura senza che l’eolico offshore sia una parte importante della soluzione.”
Jørgensen ha anche sottolineato l’urgenza economica della transizione energetica per l’Europa: “Abbiamo bisogno di un’energia più economica. Paghiamo due o tre volte di più per la nostra energia in Europa rispetto a quanto paghino negli Stati Uniti e in Cina. Dobbiamo essere indipendenti adesso.”
Offshore come dichiarazione di fiducia
Amisha Patel, a capo del Segretariato della Global Offshore Wind Alliance (GOWA), ha inquadrato l’eolico offshore in una prospettiva più ampia: “L’eolico offshore è più di una tecnologia, è una dichiarazione di fiducia – che possiamo soddisfare i nostri bisogni energetici, creare buoni posti di lavoro e proteggere i nostri oceani allo stesso tempo.”
Ole Thonke, Sottosegretario danese per la Politica dello Sviluppo e Ambasciatore per il Clima, ha lanciato un appello all’azione collettiva per contrastare la disinformazione: “Ora è il momento di unirsi e chiarire la verità.”
Francesco La Camera, direttore generale dell’International Renewable Energy Agency (IRENA), ha chiuso con un messaggio diretto ai governi: “La tecnologia funziona, ciò di cui abbiamo bisogno ora è il coraggio di scalarla.“
Il messaggio emerso dalla COP30 è chiaro: l’eolico offshore non è più una promessa futura, ma una realtà industriale in rapida espansione che richiede decisioni politiche coraggiose e investimenti continuativi per realizzare il suo pieno potenziale nella lotta ai cambiamenti climatici.
Foto: GWEC






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