In vista della COP30 brasiliana, l’Agenzia Internazionale per le Eergie Rinnovabili (IRENA) ha pubblicato il secondo rapporto di una serie che valuta i progressi verso due obiettivi chiave dell’esito del primo Global Stochtake della COP28: “Delivering on the UAE Consensus: Tracking progress toward tripling renewable energy capacity and doubling energy efficiency by 2030“.
Il rapporto rileva che l’obiettivo del Consenso degli Emirati Arabi Uniti di raggiungere 11,2 TW di capacità installata di energia rinnovabile entro il 2030 resta raggiungibile, grazie all’aumento di capacità da record per il terzo anno consecutivo nel 2024. Tuttavia, gli squilibri nelle tecnologie installate e nella loro distribuzione geografica continuano a minacciare una transizione efficace, giusta e inclusiva.
Un aspetto chiave del testo del Risultato del Primo Bilancio Globale è stato il riconoscimento esplicito del ruolo delle energie rinnovabili nella rapida e drastica riduzione delle emissioni globali di gas serra, al fine di allineare il mondo agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il testo invitava tutte le Parti della Convenzione a contribuire agli sforzi per triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello globale e raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030.
Questo appello senza precedenti, concordato da quasi 200 paesi, per un rapido aumento della capacità globale di energia rinnovabile si basava sul quadro intellettuale dello scenario 1,5°C dell’IRENA, come delineato in un rapporto collaborativo prodotto con la presidenza della COP28 e la Global Renewables Alliance (GRA), presentato durante i lavori pre-COP ad Abu Dhabi nel 2023.
All’inizio del 2024, la presidenza della COP28 ha designato IRENA come agenzia custode per il monitoraggio e la rendicontazione di questi obiettivi ogni anno fino al 2030. Sulla scia della prima edizione, pubblicata con la presidenza dell’Azerbaijan della COP29 nel 2024, questa seconda edizione della serie riunisce IRENA, la presidenza brasiliana della COP30, il team legacy di UAE Consensus/COP28 e la Global Renewables Alliance.

Francesco La Camera, Direttore generale di IRENA ha ricordato che “il Consenso UAE della COP28 impone di triplicare la capacità rinnovabile e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030 per restare entro 1,5°C“. L’Agenzia monitora annualmente questi obiettivi. “Nel 2024 sono stati aggiunti 582 GW rinnovabili (+15,1%), nuovo record per il terzo anno consecutivo; il deficit per il triplicamento si è ridotto a 0,9 TW. Il solare FV è in linea o supera lo Scenario 1,5°C, mentre le altre tecnologie restano indietro. L’efficienza energetica è migliorata solo dell’1% (contro il 4% annuo necessario), soprattutto per mancanza di progressi in trasporti, edifici e industria“.
“Al primo ottobre 2025 – ha aggiunto – solo 60 Parti hanno presentato i nuovi NDC 3.0, portando l’ambizione collettiva da 5,4 a 5,8 TW al 2030; con gli annunci di settembre 2025 si potrebbe arrivare a oltre 6,9 TW (2030) e 8 TW (2035). Rimane cruciale sbloccare finanziamenti per i paesi emergenti: la Roadmap COP30 verso 1,3 trilioni USD di finanza climatica deve essere decisiva. Gli obiettivi UAE sono ancora raggiungibili, ma servono infrastrutture moderne, regole solide, catene di fornitura resilienti e competenze umane per una transizione giusta ed equa“.
Per André Corrêa do Lago, Presidente di COP30, “dal Consenso UAE (COP28) sono stati fatti importanti progressi sul triplicamento delle rinnovabili e raddoppio dell’efficienza entro il 2030; la Presidenza brasiliana COP30 continua a spingere questi obiettivi. Le rinnovabili sono essenziali per contenere il riscaldamento a 1,5°C, garantire accesso universale all’energia, sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dai fossili, con benefici sanitari, ambientali e finanziari.
Grazie a innovazioni e cali di costo, il 91% dei nuovi progetti rinnovabili è oggi più economico dei fossili, aprendo enormi opportunità ai paesi in via di sviluppo contro povertà energetica e per la cottura pulita. Tuttavia gli investimenti restano fortemente concentrati in Europa, Asia e Nord America; altrove i paesi faticano ad accedere a capitale a basso costo. È urgente diversificare la geografia degli investimenti e chiamare banche e paesi storici emettitori a moltiplicare la finanza climatica.
Il rapporto IRENA – ha concluso – è uno strumento chiave per mantenere alta l’attenzione, dimostrare i progressi e accelerare l’attuazione concreta degli impegni del Global Stocktake”.
Scarica qui il rapporto IRENA.






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