La Presidente della Commissione Europea, nel Discorso sullo Stato dell’Unione 2023, lo ha annunciato nell’ambito del Green Deal
Ieri si è tenuto nell’Assemblea plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, il discorso annuale di Ursula von der Leyen. Nel quale, dopo saluti e introduzione, la Presidente della Commissione Europea ha inserito il Green Deal europeo come primo argomento. Giusto a rimarcarne l’importanza, nonostante molti commentatori, specialmente da fonti della destra negazionista e ritardista, abbiano parlato di “sospensione del Green Deal”.
Pacchetto europeo per l’eolico
E, sul tema, in particolare, von der Leyen ha annunciato “un pacchetto europeo per l’energia eolica”, industria definita come “esempio di successo europeo”:
La nostra industria eolica, rappresenta un esempio di successo europeo, ma attualmente si trova a far fronte a un insolito insieme di problemi. Per questo motivo presenteremo, in stretta collaborazione con l’industria e gli Stati membri, un pacchetto europeo per l’energia eolica. Accelereremo ulteriormente le procedure di autorizzazione. Miglioreremo i sistemi d’asta in tutta l’UE. Ci concentreremo sulle competenze, sull’accesso ai finanziamenti e su catene di approvvigionamento stabili.
Questo il passaggio chiave, per quanto ci riguarda, del Discorso 2023. L’eolico europeo, pertanto, è certamente considerato come settore strategico per il futuro (anche a breve termine) dell’Unione Europea. E sono chiarissime anche le ragioni, energetiche e climatiche.
Barra dritta sul Green Deal europeo
Questo il passaggio integrale del Discorso, riguardante il Green Deal:
“Onorevoli deputate, onorevoli deputati, quattro anni fa abbiamo risposto alle sfide della Storia con il Green Deal europeo. E questa estate, la più calda mai registrata in Europa, ci ha ricordato duramente quanto sia necessario. La Grecia e la Spagna sono state colpite prima da brutali incendi e poi, solo poche settimane dopo, da terribili inondazioni. Abbiamo visto la devastazione e le morti causate dalle condizioni meteorologiche estreme in Slovenia, in Bulgaria e nel resto della nostra Unione. È quello che succede su un pianeta in ebollizione. Il Green Deal europeo è scaturito dalla necessità di proteggere il nostro pianeta.
Ma è stato concepito anche come un’opportunità per preservare la nostra prosperità futura. Abbiamo iniziato questo mandato definendo una prospettiva a lungo termine con la normativa sul clima e l’obiettivo del 2050. Abbiamo trasformato l’agenda per il clima in un’agenda economica.
Abbiamo dato un segnale chiaro della direzione da prendere per gli investimenti e l’innovazione. Abbiamo già visto i risultati ottenuti con questa strategia di crescita nel breve periodo. L’industria europea dimostra giorno dopo giorno di essere pronta a dare slancio a questa transizione, confermando che modernizzazione e decarbonizzazione possono andare di pari passo.
Negli ultimi cinque anni il numero di acciaierie pulite nell’UE è passato da 0 a 38. Attualmente riusciamo ad attrarre più investimenti in idrogeno pulito di Stati Uniti e Cina messi insieme. Oggi sarò in Danimarca con la prima ministra Mette Frederiksen per vedere con i miei occhi l’innovazione di cui vi parlo. Inaugureremo la prima nave portacontainer alimentata da metanolo pulito ottenuto da energia solare. Questa è la forza della risposta dell’Europa ai cambiamenti climatici. Il Green Deal europeo fornisce il quadro necessario, incentivi e investimenti, ma sono le persone, gli inventori e gli ingegneri a sviluppare le soluzioni.
Per questo, onorevoli deputate, onorevoli deputati, ora che entriamo nella prossima fase del Green Deal europeo, c’è una cosa che non cambierà mai. Continueremo a sostenere l’industria europea durante questa transizione. Abbiamo iniziato con un pacchetto di misure che va dalla normativa sull’industria a zero emissioni nette a quella sulle materie prime critiche. Con la nostra strategia industriale analizziamo i rischi e le esigenze di ciascun ecosistema coinvolto in questa transizione. Dobbiamo completare questo lavoro. E per questo dobbiamo sviluppare un approccio per ciascun ecosistema industriale.
Decarbonizzazione dell’industria
A partire da questo mese, terremo quindi una serie di dialoghi sulla transizione pulita con l’industria. L’obiettivo principale sarà sostenere tutti i settori nella costruzione di un modello imprenditoriale per la decarbonizzazione dell’industria. Crediamo infatti che questa transizione sia fondamentale per la competitività dell’Europa in futuro. Ma altrettanto importanti sono le persone e i lavori che fanno oggi.
La nostra industria eolica, ad esempio, rappresenta un esempio di successo europeo, ma attualmente si trova a far fronte a un insolito insieme di problemi. Per questo motivo presenteremo, in stretta collaborazione con l’industria e gli Stati membri, un pacchetto europeo per l’energia eolica. Accelereremo ulteriormente le procedure di autorizzazione. Miglioreremo i sistemi d’asta in tutta l’UE. Ci concentreremo sulle competenze, sull’accesso ai finanziamenti e su catene di approvvigionamento stabili.
Questo approccio va però al di là di un singolo settore. Dall’eolico all’acciaio, dalle batterie ai veicoli elettrici, i nostri obiettivi ambiziosi non lasciano spazio a dubbi: il futuro della nostra industria delle tecnologie pulite deve concretizzarsi in Europa.
Onorevoli deputate, onorevoli deputati, tutto questo dimostra che, quando parliamo di Green Deal europeo, manteniamo la rotta; non rinunciamo ai nostri obiettivi ambiziosi; restiamo fedeli alla nostra strategia di crescita. Il nostro obiettivo sarà sempre una transizione equa e giusta!
Ciò significa garantire un risultato equo per le generazioni future: vivere su un pianeta più sano. E garantire a tutti una transizione equa, con lavori decorosi e la promessa solenne di non lasciare indietro nessuno. Basti pensare ai posti di lavoro nel comparto manifatturiero e alla concorrenza, un tema di cui si parla molto in questi giorni. La nostra industria e le imprese tecnologiche amano la concorrenza. Sanno che la concorrenza mondiale è positiva per gli affari, che crea e protegge posti di lavoro di qualità qui in Europa.
Ma questo vale solo se la concorrenza è equa. Troppo spesso le nostre società sono escluse da mercati esteri o sono vittime di pratiche predatorie. Spesso sono indebolite da concorrenti che beneficiano di ingenti aiuti statali. Non abbiamo dimenticato il modo in cui le pratiche commerciali sleali della Cina hanno condizionato la nostra industria solare. Molte giovani imprese sono state estromesse da concorrenti cinesi fortemente sovvenzionati. Imprese pioneristiche hanno dovuto dichiarare fallimento. Talenti promettenti sono andati a cercare fortuna altrove. Ecco perché l’equità è così importante nell’economia globale: ha ripercussioni sulle vite e sui mezzi di sostentamento. Interi settori e comunità dipendono da essa. Dobbiamo quindi essere consapevoli dei rischi che corriamo.
Prendiamo il settore dei veicoli elettrici. Si tratta di un’industria cruciale per l’economia verde, con un potenziale enorme per l’Europa. Attualmente però i mercati globali sono invasi da automobili elettriche cinesi a buon mercato, i cui prezzi sono mantenuti bassi artificialmente grazie a ingenti sovvenzioni statali. Queste pratiche causano distorsioni sul nostro mercato. E come non le accettiamo quando provengono dall’interno, così non le accettiamo neppure dall’esterno.
Rapporti con la Cina e concorrenza
Posso quindi annunciarvi oggi che la Commissione avvierà un’inchiesta antisovvenzioni riguardo ai veicoli elettrici provenienti dalla Cina. L’Europa è aperta alla concorrenza, non a una corsa al ribasso. Dobbiamo difenderci dalle pratiche sleali. Allo stesso modo, però, è essenziale mantenere aperta la porta della comunicazione e del dialogo con la Cina. Vi sono infatti anche temi su cui possiamo e dobbiamo cooperare. Ridurre i rischi senza che si verifichi un disaccoppiamento: questo sarà il mio approccio con i leader cinesi al vertice UE-Cina alla fine di quest’anno.
Europa e biodiversità
Onorevoli deputate, onorevoli deputati, nell’Unione europea siamo orgogliosi della nostra diversità culturale. Siamo l’”Europa delle regioni” con un’eccezionale varietà di lingue, musica, arti, tradizioni, artigianato e specialità culinarie. La nostra Europa possiede anche una biodiversità unica. Solo nel nostro continente sono presenti circa 6 500 specie. Nel nord dell’Europa si trova il mare dei Wadden, patrimonio naturale mondiale, un habitat unico che ospita specie animali e vegetali rare ed è vitale per la sopravvivenza di milioni di uccelli migratori. Insieme al Mar Baltico costituisce il più grande bacino di acque salmastre del mondo. Verso sud si susseguono le pianure europee, da sempre caratterizzate da grandi zone umide e palustri. Queste regioni rappresentano alleati importanti contro l’avanzata dei cambiamenti climatici. Le zone umide e palustri protette trattengono grandi quantità di gas a effetto serra, garantiscono cicli idrologici regionali e ospitano una biodiversità unica.
L’Europa è anche ricca di foreste. Dalle imponenti foreste di conifere del nord e dell’est alle ultime foreste antiche di quercia e faggio dell’Europa centrale fino ai boschi di alberi da sughero dell’Europa meridionale: tutte queste foreste forniscono beni e servizi che sono insostituibili per noi. Sequestrano il carbonio, forniscono legno e altri prodotti, producono terreni fertili, filtrano l’aria e l’acqua. La biodiversità e i servizi ecosistemici sono indispensabili per la sopravvivenza di noi tutti in Europa. La perdita di questo patrimonio naturale non solo compromette i mezzi di sussistenza, ma mina anche il senso di appartenenza delle persone. Dobbiamo proteggerlo.
Alimentazione e agricoltura
Al tempo stesso dobbiamo anche garantire che il nostro approvvigionamento alimentare avvenga in armonia con la natura. Oggi vorrei rendere omaggio ai nostri agricoltori e ringraziarli per il cibo che ci forniscono quotidianamente. Produrre alimenti sani: questo compito dell’agricoltura è per noi la base della politica agricola dell’Europa. Anche l’indipendenza dell’approvvigionamento alimentare è importante per noi. La otteniamo grazie ai nostri agricoltori. Non si tratta di una cosa scontata: le conseguenze dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, i cambiamenti climatici e la siccità, gli incendi boschivi e le inondazioni, uniti a nuovi obblighi, stanno influenzando in misura sempre maggiore il lavoro e il reddito degli agricoltori. Dobbiamo tenerne conto.
Molti si stanno già impegnando a favore di un’agricoltura più sostenibile. Dobbiamo affrontare queste nuove sfide insieme agli uomini e alle donne impegnati nel settore agricolo. È l’unico modo per garantire la nostra sicurezza alimentare anche in futuro. Abbiamo bisogno di un maggiore dialogo e di una minore polarizzazione. Per questo motivo vogliamo avviare un dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura nell’UE. Sono profondamente convinta che l’agricoltura e la tutela della natura possano andare di pari passo. Abbiamo bisogno di entrambe.“
Qui l’intero Discorso sullo Stato dell’Unione 2023.
Fonte: Commissione Europea
(a cura di)






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