Forte del successo del progetto eolico offshore Provence Grand Large, il Grand Port Maritime de Marseille (GPMM) sogna di diventare l’hub dell’industria eolica galleggiante nel Mediterraneo. Investirà 550 milioni di euro per costruire una piattaforma di 120 ettari dedicata a questo settore. Un altro segno che il porto si sta preparando a un futuro senza petrolio.
Il successo dell’installazione delle tre turbine eoliche del progetto Provence Grand Large (PGL) e dei loro unici galleggianti potrebbe essere l’inizio di una lunga serie di progetti eolici offshore costruiti a Marsiglia. Se ne parlava già da tempo, ma ora è ufficiale: il porto di Marsiglia-Fos si sta attrezzando per diventare uno dei principali attori dell’energia eolica offshore. L’ex ministro Christophe Castaner, ora presidente del consiglio di sorveglianza del porto di Marsiglia-Fos, ha annunciato il lancio di un vasto progetto per lo sfruttamento dell’energia eolica offshore, per un valore complessivo stimato di 550 milioni di euro.
Chiamato Deos, il progetto coprirà circa 75 ettari a terra e 45 ettari in mare per la costruzione di una piattaforma e di aree di stoccaggio dedicate al settore. Questa piattaforma dovrebbe essere associata a quasi 1.000 metri lineari di banchine dedicate e consentirà la costruzione di turbine eoliche, nonché la manutenzione pesante di circa venti unità all’anno. Il progetto dovrebbe portare al porto di Marsiglia-Fos altre 500.000 tonnellate di merci sfuse e 15.000 tonnellate di acciaio.
Marsiglia-Fos: da porto petrolifero a porto multi-energia
Dopo decenni dominati dall’industria petrolchimica e del gas, il porto di Marsiglia vuole e deve prepararsi per il futuro. Con il progetto Deos, secondo Christophe Castaner, il GPMM vuole conquistare una posizione strategica a livello regionale, nazionale e persino internazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Dagli anni ’30 e dall’insediamento della raffineria BP a Lavéra, il petrolio ha svolto un ruolo centrale nelle attività del porto di Marsiglia-Fos. Nonostante il declino di questa attività a partire dagli anni Duemila, nel 2011 Marsiglia-Fos era ancora il terzo porto petrolifero del mondo e riforniva fino a 7 raffinerie.
Mentre le attività del porto si sono gradualmente diversificate negli ultimi vent’anni, questa diversificazione si è recentemente accelerata con le esigenze della transizione energetica. Di conseguenza, il porto di Marsiglia è coinvolto in un numero crescente di progetti su larga scala. Tra questi, l’impianto di pannelli fotovoltaici Carbon, che entrerà in funzione nel 2025 e che dovrebbe produrre l’equivalente di 5 GW di pannelli all’anno, dando lavoro a quasi 10.000 persone.
Ci sono anche progetti di produzione di idrogeno, alcuni dei quali guidati da attori chiave dell’industria degli idrocarburi, come Géosel con il suo progetto HyVence. Sulle banchine occidentali del porto è prevista anche la costruzione di un elettrolizzatore da 600 MW, che fornirà fino a 84.000 tonnellate di idrogeno a basse emissioni di carbonio all’anno.
Per completare la sua trasformazione, il porto dovrà comunque lavorare sui suoi metodi di produzione energetica. La proliferazione di queste industrie è essenziale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma consumano comunque molta energia. Il già citato elettrolizzatore da 600 MW da solo dovrebbe consumare tanta energia quanto 150.000 appartamenti con riscaldamento elettrico in pieno inverno. Di fronte a queste esigenze, i progetti di centrali fotovoltaiche urbane, come quella del GPMM o quella del mercato di interesse nazionale di Arnavaux, non saranno sufficienti. Per risolvere questa equazione, la possibilità di una nuova centrale nucleare dotata di reattori EPR è stata addirittura sollevata dal Presidente francese lo scorso giugno.
Fonte: Révolution Énergétique
Foto: Eiffage Metal






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