RWE, leader mondiale nel settore dell’energia eolica offshore, e ARC Marine, impresa britannica pioniera nella progettazione rispettosa della natura, hanno raggiunto un primato mondiale nel parco eolico offshore di Rampion (1,2 GW al largo della costa sud dell’Inghilterra), con l’installazione di Reef Cubes® (cubi di barriera corallina, ndr) appositamente progettati per l’ambiente come protezione sottomarina per le fondamenta delle turbine.
Questa soluzione pionieristica è progettata per proteggere le infrastrutture energetiche critiche dalle forti correnti dell’ambiente sottomarino, creando al contempo nuovi habitat marini viventi ed estendendo quelli esistenti.
75mila cubi a protezione delle strutture e creare nuovo habitat marino
Circa 75.000 cubi Reef di dimensioni comprese tra 15 e 35 cm sono stati installati alla base di una delle turbine del parco eolico offshore di Rampion dall’impresa specializzata Rohde Nielsen. Si tratta del primo impiego reale dei cubi Reef brevettati come protezione contro l’erosione in un parco eolico operativo e fa parte del progetto pilota RESP Reef Enhancement for Scour Protection (miglioramento della barriera corallina per la protezione dall’erosione, ndr).
Thomas Michel, COO di RWE Offshore Wind, si è dichiarato lieto “di aver raggiunto questo importante traguardo in Rampion in collaborazione con i nostri partner ARC Marine e Rohde Nielsen. L’implementazione con successo di questo progetto pilota segna un importante passo avanti nella sperimentazione di soluzioni in grado di salvaguardare i nostri asset e contribuire al rispetto dell’ambiente marino. Non vediamo l’ora di monitorare i risultati e condividere gli insegnamenti con i nostri stakeholder e il settore in generale“.
Maggiore biodiversità
L’uso della protezione dall’erosione è una pratica standard nei parchi eolici offshore e di solito prevede la posa di strati di roccia sul fondale marino attorno alla base delle fondamenta delle turbine. I cubi di barriera corallina offrono un’alternativa che offre una protezione altrettanto efficace dall’erosione, ma anche una maggiore biodiversità. Sono modulari, più leggeri, facili da installare e progettati per trasformare le zone di protezione in ecosistemi fiorenti. La struttura dei cubi fornisce habitat per la vita marina, supporta le popolazioni ittiche, la colonizzazione dei molluschi e uno sviluppo più ampio dell’ecosistema. In una sola delle turbine Rampion, i cubi di barriera corallina forniscono una superficie di habitat di 25.000 metri quadrati.
Per Tom Birbeck, CEO di ARC Marine, “questo progetto rappresenta una svolta per ARC Marine e la nostra tecnologia Reef Cubes. Grazie a una forma brevettata e a una texture superficiale ottimizzata, i Reef Cubes offrono oltre il 100% di volume in più di spazi abitativi rispetto alle tradizionali protezioni rocciose e il 38% di superficie in più. Vederli installati a Rampion dimostra il loro potenziale di offrire un duplice vantaggio: una solida protezione dall’erosione e la creazione di nuovi habitat marini. Questa installazione segna l’inizio del potenziale di implementazione globale dei Reef Cubes presso turbine e piattaforme offshore. Sono scalabili, di provenienza locale, convenienti e pienamente in linea con i nuovi requisiti di incremento netto di biodiversità. Siamo orgogliosi di collaborare con RWE per dare vita a una nuova generazione di soluzioni eoliche offshore rispettose della natura“.
Progetto pilota RESP e successivo monitoraggio
L’uso dei cubi Reef è in linea con l’impegno di RWE nel realizzare parchi eolici offshore che favoriscano la biodiversità e questo progetto pilota collaborativo è stato progettato per testare e sviluppare soluzioni in grado di offrire sia prestazioni ingegneristiche che vantaggi ambientali.
Il progetto pilota RESP passerà poi alla fase di monitoraggio. Tra il 2026 e il 2030 saranno condotte indagini ecologiche e geofisiche per valutare le prestazioni dei cubi come sistema di protezione dall’erosione e per studiare come la vita marina interagisce con le strutture nel tempo. I dati ecologici e ingegneristici saranno condivisi a partire dal 2026, offrendo un primo sguardo alla fattibilità concreta di strutture di protezione che integrino la natura.
Immagine: ARC Marine






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