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Elettricità, impietosa analisi UE: per colpa del gas, Italia con prezzi più alti di tutta l’Unione

Recente analisi della Commissione Europea: nel 2025 116 €/MWh contro 85 € medi (+36%)

Una recente analisi della Communication and Information Resource Centre for Administrations, Businesses and Citizens (CIRCBAC) della Commissione Europea, in occasione dei quattro anni del piano RepowerEU ha scattato una impietosa fotografia del sistema elettrico nazionale, che vede il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità di oltre il 36% più alto della media europea: 116 €/MWh contro 85.
Le ragioni? La dipendenza dal gas naturale e la limitatezza di flessibilità verso le fonti rinnovabili e di interconnessione.

Cifre energetiche chiave

Mix energetico

Nel 2024, il consumo lordo di energia primaria in Italia è stato di 5.854 mila TJ (10,8% del consumo totale dell’UE). Fonte: Eurostat

Mix elettrico

La produzione lorda di elettricità nel 2024 è stata di 271,0 TWh (9,6% della produzione totale dell’UE). Fonte: Eurostat

Dipendenza dalle importazioni da paesi terzi per tipo di combustibile

Fonte: Eurostat

Diversificare le forniture energetiche

Per sostenere i suoi sforzi di diversificazione, l’Italia ha aumentato le importazioni di GNL e esplorato nuove rotte di gasdotti, invece di puntare sulla crescita upstream. Le unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (FSRUs) a Piombino resteranno operative fino a metà 2026, con piani per il loro trasferimento a Savona (Liguria) entro ottobre 2026 al più presto, mentre l’FSRU di Ravenna ha iniziato a operare a gennaio 2026. Le FSRU hanno una capacità combinata di 1,0 bcm/anno.

L’Italia ha gestito con successo la fine del transito di gas russo attraverso l’Ucraina, cessato il 1° gennaio 2025. Inoltre, ha ridotto la domanda di gas di circa il 18-20% tra agosto 2022 e novembre 2025 grazie a misure di efficienza sostenute, clima mite, crescita delle rinnovabili e riduzioni da parte dell’industria.

Nel 2024, i combustibili fossili rappresentavano circa l’80% dell’approvvigionamento energetico totale dell’Italia. Nello specifico, il gas naturale ha rappresentato circa il 39% del mix energetico, mentre il petrolio il 34%. Al contrario, le rinnovabili hanno rappresentato meno del 20% del mix energetico totale italiano (sul consumo lordo di energia primaria).

La dipendenza dell’Italia dal gas russo è diminuita significativamente dal 2021, con volumi minimi (meno del 3% del fabbisogno) importati nel 2025, in particolare 1,5 miliardi di metri cubi (bcm) di gas naturale liquefatto (GNL) e volumi trascurabili di gas via gasdotto dopo la fine del transito russo attraverso l’Ucraina. Elemento chiave della strategia di diversificazione è stato il graduale abbandono del gas russo entro il 2025, raggiunto grazie all’aumento delle importazioni da altri paesi, principalmente Algeria, oltre ad Azerbaijan, e importazioni di GNL dal Qatar e dagli Stati Uniti. La produzione nazionale di gas è rimasta sostanzialmente costante intorno a 3-4 bcm/anno e ha rappresentato una quota minima dell’approvvigionamento totale, in un contesto di domanda in calo (la domanda è diminuita dell’1,9% nel periodo 2021-2024, stabile nel 2024).

L’Italia ha presentato alla Commissione il suo piano nazionale di diversificazione del gas, come richiesto dal regolamento REPowerEU (2026/261) per eliminare gradualmente le importazioni di gas russo e prepararsi all’abbandono delle importazioni di petrolio russo.

Energia accessibile

Prezzi al dettaglio

Nella prima metà del 2025, i prezzi dell’elettricità per i nuclei familiari in Italia sono aumentati rispetto all’anno precedente, raggiungendo 0,329 €/kWh (il quarto più alto nell’UE) e rimanendo sopra la media UE. Allo stesso modo, i prezzi del gas per i nuclei familiari sono aumentati, rimanendo sopra la media UE a 0,124 €/kWh.

I prezzi dell’elettricità per i consumatori industriali (203 €/MWh) sono anch’essi aumentati, rimanendo ben al di sopra della media UE (164 €/MWh) e il terzo più alto nell’UE, mentre i prezzi del gas industriale sono aumentati ma sono in linea con la media UE.

Mentre i costi all’ingrosso rappresentano il 61% del prezzo dell’elettricità industriale, i costi di rete, i costi del carbonio e le tasse rappresentano rispettivamente il 10%, l’11% e il 18% delle bollette elettriche.

Componenti del prezzo al dettaglio dell’energia per i consumatori domestici e non domestici, 2025:

Prezzi all’ingrosso

Prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso rispetto alla quota di elettricità a basse emissioni di carbonio nel 2025:

A causa della dipendenza dell’Italia dal costoso gas naturale per la produzione di energia elettrica e della sua limitata flessibilità verso le fonti energetiche non-fossili e limitata interconnessione, il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nel 2025 era pari a 116 euro/MWh (rispetto alla media UE di 85 euro/MWh), il più alto dell’Unione Europea.

I combustibili fossili hanno continuato a rappresentare il 52,3% della generazione di elettricità in Italia per tutto l’anno (la quinta quota più alta di fossili nel mix elettrico di un paese UE), mantenendo il loro ruolo strutturale come tecnologia marginale dominante nella formazione del prezzo e mantenendo i costi elevati. I prezzi medi dell’elettricità day-ahead in Italia sono aumentati del 12% nel 2025 a causa dell’aumento dei costi di approvvigionamento di gas naturale e della limitata produzione rinnovabile.

Sebbene i prezzi diurni siano diminuiti negli ultimi anni grazie alla crescente integrazione dell’energia solare in Italia e nei mercati vicini, l’Italia rimane vulnerabile a forti picchi di prezzo nelle ore di picco della domanda. Ciò è dovuto alla diminuzione della produzione solare la sera e la mattina presto, combinata con una flessibilità non fossile limitata, che spesso costringe gli impianti termici a aumentare significativamente la generazione per coprire il gap tra offerta e domanda.

Gli spread di prezzo in Italia hanno registrato una media di 46 €/MWh nel 2025, in calo del 36% rispetto al 2024, significativamente al di sopra della media UE di 12,1 €/MWh.

Produrre energia pulita

Capacità e produzione da rinnovabili

Nel 2025, le rinnovabili hanno coperto il 47,7% della generazione di elettricità in Italia, leggermente sopra la media UE del 47%. L’idroelettrico ha rappresentato il 15,8% del mix elettrico, la biomassa il 5,9% e il solare il 16,6%. L’eolico ha raggiunto il 7,9%.

Capacità rinnovabile installata in Italia Altro include rifiuti rinnovabili urbani, biocombustibili solidi, biocombustibili liquidi e biogas. Fonte: IRENA

La capacità installata di rinnovabili in Italia ha raggiunto 78.277 MW nel 2025, con un aumento del 9,0% rispetto al 2024 (71.841 MW). La capacità eolica è cresciuta fino a 13,6 GW (+2,7%), mentre quella solare è cresciuta in modo significativo (+16,2%), raggiungendo 41,2 GW.

Infrastruttura elettrica

Il livello di interconnessione dell’Italia si attesta al 5,13%, ben al di sotto dell’obiettivo del 15% per il 2030. Sebbene sia collegata attraverso 30 linee transfrontaliere, rimane un importante importatore netto di elettricità, coprendo il 18% del proprio consumo principalmente attraverso importazioni dalla Svizzera e dalla Francia. Migliorare la trasparenza sugli elementi di rete e risolvere i vincoli di allocazione che limitano le importazioni nella zona Nord Italia è essenziale per raggiungere l’obiettivo del 70% di capacità transfrontaliera tecnica.

Per affrontare la saturazione della rete e oltre 350 GW di richieste di connessione in attesa, l’Italia ha adottato il Decreto-Legge n.21/2026 a febbraio 2026, che semplifica le autorizzazioni per i progetti di trasmissione strategici a meno di 12 mesi. Questa riforma è fondamentale per il piano di Terna di investire oltre 25 miliardi di euro entro il 2034 per integrare 70 GW di rinnovabili e ridurre il curtailment energetico, previsto fino a 800 GWh nel 2025. Inoltre, la rete di distribuzione richiede circa 6 miliardi di euro di investimenti annui per modernizzare le infrastrutture e supportare la crescente produzione decentralizzata.

Il raggiungimento dell’obiettivo nazionale di 50 GWh di accumulo energetico entro il 2030 è facilitato dalle aste MACSE e dal quadro TIDE per il demand response nei servizi ancillari. L’Italia dispone attualmente di 9,04 GW di capacità di accumulo operativa e sta affinando le regole del mercato di bilanciamento fino al 2028. Inoltre, il completamento del rollout dei contatori intelligenti di seconda generazione a oltre il 95% delle famiglie ha reso i consumatori più attivi, favorendo un forte aumento dei contratti dinamici e supportando circa 1,5 milioni di prosumer.

Risparmiare energia

Principali misure di risparmio energetico

L’Italia sta adottando numerose misure di efficienza energetica, tra cui:

  • Il regime di credito d’imposta Transizione 5.0 offre sostegno all’industria per investimenti nelle rinnovabili;
  • A settembre 2025 l’Italia ha aggiornato il quadro per il sistema nazionale dei certificati bianchi, estendendolo all’intero periodo 2025-2030 e stabilendo obblighi di risparmio energetico per i distributori con più di 50.000 clienti;
  • Nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono stati stanziati 2,2 miliardi di euro per comunità energetiche e autoconsumo nei piccoli comuni, con l’obiettivo di generare 2.500 GWh di rinnovabili a guida comunitaria entro il 2027 per alleviare la povertà energetica nelle aree svantaggiate. Cifra poi ridotta dal Governo a 795,5 milioni;
  • Dato che gli edifici sono responsabili del 37% del consumo energetico in Italia, svolgono un ruolo importante nel miglioramento dell’efficienza. L’Italia è quindi invitata a presentare la bozza del suo piano nazionale di ristrutturazione degli edifici ai sensi della Direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia per garantire un percorso chiaro e prevedibile verso un parco edilizio efficiente e decarbonizzato.

Fondi UE legati all’energia

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) (inclusa la componente REPowerEU)

  • Importo totale: 194,4 miliardi di euro
  • Importo destinato all’energia: 39,3 miliardi di euro (20%)
  • REPowerEU: 7,21 miliardi di euro
  • Transizione verde: 37%

Risultati concreti: riforme e investimenti

  • Efficienza energetica: programma Superbonus per la ristrutturazione energetica degli edifici
  • Competenze verdi: Strategia nazionale per lo sviluppo delle competenze verdi
  • Capitolo REPowerEU: comprende 5 riforme e 15 investimenti. Queste misure aumentano significativamente le ambizioni dell’Italia per la transizione verde (con un obiettivo climatico rafforzato) e avranno un impatto duraturo sull’economia e sull’ambiente.

Fondi di Coesione

  • Allocazione totale: 26,3 miliardi di euro
  • Importo stimato per l’energia: 3,9 miliardi di euro

Fondo per un’Europa più sociale e climatica (Social Climate Fund – SCF)

  • Allocazione finanziaria massima: 7,024 miliardi di euro (10,81% del totale SCF)
  • L’Italia non ha ancora presentato formalmente il suo Piano Climatico Sociale.

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