Per l’obiettivo minimo UE del 42,5% entro il 2030 va raddoppiato il tasso medio di diffusione rispetto all’ultimo decennio e profondamente trasformato il sistema energetico europeo
L’aggiornamento dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency, EEA), su dati Eurostat, evidenzia che nel 2024, le energie rinnovabili hanno rappresentato il 25,2% del consumo finale di energia nell’Unione europea, circa un punto percentuale in più rispetto al 2023.
L’aumento è stato trainato principalmente dall’energia solare ed eolica, seguite dalle pompe di calore, a sostegno di una maggiore indipendenza energetica. Si prevede che la quota di energie rinnovabili continuerà a crescere. Il raggiungimento dell’obiettivo minimo UE del 42,5% entro il 2030 richiederà il raddoppio dei tassi medi di diffusione rispetto all’ultimo decennio e una profonda trasformazione del sistema energetico europeo.
Obiettivo UE 2030
Le fonti di energia rinnovabile (FER) offrono molteplici vantaggi rispetto ai combustibili fossili, tra cui una maggiore sicurezza energetica, la mitigazione dei cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici nocivi. La direttiva rivista sulle energie rinnovabili stabilisce un obiettivo minimo vincolante a livello UE del 42,5% di energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia entro il 2030, puntando al contempo al 45%. Tutti gli Stati membri contribuiscono a questo obiettivo comune, senza obiettivi nazionali vincolanti.
Con una quota del 25,2% nel 2024, la percentuale di energie rinnovabili nell’UE è aumentata di quasi un punto percentuale rispetto al 2023. È necessario accelerare la diffusione delle energie rinnovabili per raggiungere gli obiettivi di sicurezza energetica e ambientali. Il pacchetto di politiche “Fit-for-55 EU“ e le ambizioni più elevate delineate nel piano RepowerEU, recepite nella direttiva rivista sulle energie rinnovabili, sono fondamentali per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili a livello nazionale e ridurre la dipendenza dell’UE dalle importazioni di combustibili fossili, la cui disponibilità è soggetta a forti fluttuazioni.
Consumo finale lordo di energia UE
Il consumo finale lordo di energie rinnovabili è cresciuto di 8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtoe) tra il 2023 e il 2024, trainato da un aumento sostanziale dell’energia solare ed eolica (rispettivamente del 21% e del 6%), mentre le energie non rinnovabili hanno registrato solo una modesta riduzione (0,5%).
Anche nel 2024 il sistema elettrico ha guidato la decarbonizzazione, con il 47% dell’energia elettrica dell’UE generata da fonti rinnovabili. Seguono il riscaldamento e il raffreddamento (27%) e i trasporti (11%), trainati dalle pompe di calore (+7%) e dal maggiore utilizzo di energia elettrica rinnovabile nel trasporto su strada (+48%), rispetto al 2023.
Nel 2024, i combustibili da biomassa solidi, gassosi e liquidi hanno costituito la categoria più ampia , rappresentando quasi la metà del consumo totale di energia rinnovabile.
L’energia eolica (18%), l’energia idroelettrica (12%) e l’energia solare fotovoltaica (11%) sono state le altre principali fonti di energia rinnovabile, seguite dalle pompe di calore (8%) e dai biocarburanti liquidi (7%). Altre fonti rinnovabili includevano il biogas, i rifiuti rinnovabili, l’energia geotermica e l’energia solare termica.
Nel lungo periodo, la quota di energie rinnovabili è più che raddoppiata tra il 2005 e il 2024, grazie a politiche e schemi di sostegno specifici, nonché alla crescente competitività delle energie rinnovabili. Ciò corrisponde a un tasso di crescita annuo composto del 4,0% nell’ultimo decennio (4,9% dal 2005).
L’AIE e Ember hanno dimostrato che l’obiettivo di quota di energie rinnovabili entro il 2030 è raggiungibile con un’azione rapida volta a migliorare l’accesso ai capitali per gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Anche le conclusioni dell’AEA delineano le leve chiave per accelerare la transizione energetica.
Quote FER per Paese UE

Nel 2024, Svezia, Finlandia e Danimarca hanno registrato le quote più elevate di energie rinnovabili tra gli Stati membri, grazie a un solido settore idroelettrico (Svezia e Finlandia), all’energia eolica e all’ampio utilizzo di biocombustibili solidi per il teleriscaldamento. Al contrario, Lussemburgo e Belgio hanno riportato i livelli più bassi di diffusione delle energie rinnovabili (rispettivamente il 14% e il 15%) nel 2024.
Nel corso del tempo, Danimarca, Estonia e Finlandia hanno registrato la crescita maggiore nella quota di energie rinnovabili, con un aumento di oltre 23 punti percentuali dal 2005. Croazia, Slovenia e Romania hanno visto un aumento inferiore a otto punti percentuali nello stesso periodo.
Tra il 2023 e il 2024, la quota di energie rinnovabili è aumentata in 22 Stati membri. Lituania, Danimarca, Paesi Bassi e Lettonia sono in cima alla lista, avendo incrementato la propria quota di energie rinnovabili di due punti percentuali o più nel 2024.
Nell’Area Economica Europea, Norvegia e Islanda vantano una quota di energie rinnovabili pari a quasi l’80%. Entrambi i paesi producono la maggior parte della loro elettricità dall’energia idroelettrica, mentre in Islanda il riscaldamento è fornito principalmente dall’energia geotermica.
Italia sotto la media e arretra
L’Italia, ben sotto la media UE, si trova al nono posto dall’ultimo di questa graduatoria, con il 19,4% di quota da fonti rinnovabili nel consumo finale di energia nel 2024, (era 0,2% in più l’anno precedente).
Immagini: EEA, dati Eurostat. Cover: Fig.1 – Progressi verso gli obiettivi relativi alle fonti di energia rinnovabile per l’UE-27; Fig.2 – Quota di energia proveniente da fonti rinnovabili, per paese.





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