La Commissione europea ha approvato un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi del Patto per l’industria pulita. La misura contribuirà alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette e al raggiungimento dell’obiettivo europeo in materia di energie rinnovabili fissato per il 2030. Il regime è stato approvato nell’ambito della disciplina per gli aiuti di Stato a sostegno del patto per l’industria pulita (CISAF), adottata dalla Commissione il 25 giugno 2025.
La misura dello Stato italiano
L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito della disciplina degli aiuti di Stato, un regime da 23 miliardi di € a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il regime sosterrà la costruzione di impianti che producono energia elettrica utilizzando l’energia eolica onshore, l’energia solare, l’energia idroelettrica e biogas.
L’aiuto assumerà la forma di pagamenti variabili nell’ambito di contratti bidirezionali per differenza (CfD), che prevedono un premio per ogni kWh di elettricità prodotto e immesso nella rete, basato su un cosiddetto prezzo di esercizio. Se i prezzi di mercato dell’elettricità sono inferiori al prezzo di esercizio, lo Stato paga la differenza. Se invece sono superiori, le imprese restituiscono la differenza. I CfD avranno una durata di 20 anni.
La Commissione ha constatato che il regime italiano soddisfa le condizioni del CISAF (sezioni 3 e 4.1.2). Ha inoltre concluso che la misura è necessaria, appropriata e proporzionata per accelerare la transizione verde e facilitare lo sviluppo di determinate attività economiche.
Per la Vicepresidente esecutiva per la Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, “con questo regime da 23 miliardi di euro, l’Italia sosterrà la produzione di elettricità rinnovabile da varie tecnologie, come l’eolico onshore, il solare o l’idroelettrico, per raggiungere gli obiettivi del Patto per l’industria pulita. Il regime aiuterà inoltre l’Italia a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e ad aumentare la quota di energia rinnovabile.” I finanziamenti copriranno investimenti per un valore di 37,15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, pari a circa il 48% dell’attuale capacità installata da rinnovabili in Italia.
Procedure di gara
Gli aiuti – si legge in una nota della Commissione – saranno concessi sulla base di una procedura di gara trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari presenteranno un’offerta sul prezzo di esercizio necessario alla realizzazione di ogni singolo progetto.
Le autorità italiane organizzeranno una procedura di gara distinta per le tecnologie solari ed eoliche con una capacità superiore a 1 MW, in cui i candidati dovranno rispettare ulteriori criteri di preselezione previsti dal regolamento sull’industria a zero emissioni nette, concepiti in linea con il regolamento (UE) 2024/1735 e con il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1176.
Gli impianti con una capacità inferiore a 1 MW possono beneficiare direttamente del regime senza partecipare a una procedura di gara. In questo caso il prezzo di esercizio è fissato amministrativamente dall’Autorità italiana di regolazione per energia reti e ambiente.
La dotazione di 23 miliardi di € del regime si basa su stime dei prezzi di mercato e il sostegno netto effettivo può essere notevolmente inferiore in caso di prezzi di mercato superiori al previsto.
La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato al fine di accelerare la transizione pulita e agevolare lo sviluppo di talune attività economiche che rivestono importanza per l’attuazione del patto per l’industria pulita, in conformità dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e delle condizioni stabilite nella disciplina sugli aiuti di Stato.
Su queste basi la Commissione ha approvato la misura italiana in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.






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